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Antonella Zecchi


Dottore in scienze e tecniche psicologiche, Counsellor professionista avanzato, esperta in genitorialità e disagi dell'età evolutiva

Laureata in scienze e tecniche psicologiche; Diploma-master triennale più uno in counselling internazionale; counsellor professionista avanzato; esperta in coordinamento genitoriale e disagi dell’età evolutiva; scrittrice, docente e relatrice di seminari rivolti ai genitori, studenti e docenti. Conduttrice di gruppi di crescita evolutiva.

Apre lo sportello d’ascolto” Sportello d’Ascoglienza non ti scordar di teper le neo madri e le famiglie nel 2012 a Modena in Via Wiligelmo n 80. Fonda, in collaborazione con L’associazione Circolo Primo Respiro Spazio Nascita, la “Libera Scuola delle Doule e Coun&douleaccompagnatrici alla neo madre e alla famiglia, a Modena nel 2013.

Ideatrice del progetto antidispersione scolastica Se mi disperdo cosa perdonel 2014. Conduce seminari e conferenze sulla neo maternità, la genitorialità e le dinamiche relazionali tra fratelli.

Antonella Zecchi conduce percorsi di crescita, accompagnamento e sostegno alla persona e alla famiglia; lavora in collaborazione e all’interno di una equipe multidisciplinare con altre figure professionali che operano nell’ambito   della psicoterapia e neuropsichiatria dell’adulto e del bambino.

Le sue parole:

La famiglia è un microcosmo del mondo e la convinzione che la famiglia costituisca il cuore della società è oggi ampiamente condivisa. Per capire il mondo è necessario studiare la famiglia: concetti come potere, intimità, autonomia, fiducia e abilità di comunicazione sono parti vitali che sottolineano come viviamo in famiglia. La famiglia è il contesto nel quale si sviluppano le persone e gli adulti che se ne fanno carico sono “costruttori di persone” (V. Satir ) Purtroppo nonostante tali principi siano per la maggior parte riconosciuti e condivisi, raramente ad essi corrispondono politiche familiari coerenti. Gli stessi genitori, responsabili della più piccola e più importante società umana, con difficoltà a volte si avvicinano e si impegnano ad apprendere le abilità, gli atteggiamenti e i comportamenti necessari per tradurre in vita vissuta i principi del rispetto reciproco, dell’ascolto e della collaborazione. Spesso si adottano modelli ereditati autoritari, disumani o eccessivamente permissivi senza conoscere appieno la natura umana nella sua essenza. Carl Rogers affermava che entro il nucleo centrale della persona si trova una tendenza attualizzante positiva che tende alla realizzazione, che vira sempre verso il bene e non una “bestia selvaggia” da domare o un essere concepito nel peccato. Quando si crea un clima di autenticità, di fiducia e libertà la persona può scegliere di seguire qualsiasi direzione ma di fatto spesso sceglie strade positive e costruttive. Rogers ha sottoposto le sue ipotesi teoriche alla validazione/invalidazione della ricerca. E i risultati dopo anni di studi gli hanno dato ragione. La fiducia in questa sapiente tendenza attualizzante positiva presente in ogni essere umano fin dall’inizio della vita, ci permette di privilegiare atteggiamenti, comportamenti e modelli di riferimento che favoriscono lo sviluppo di ogni individuo secondo le sue peculiarità e in armonia con il suo ambiente naturale e sociale. Compito dei genitori è, allora, quello di creare un clima di rispetto e di accettazione che escluda la minacciosità del giudizio e rinunci all’uso coercitivo del potere, senza per questo sfociare nel permessivismo o disinteresse che renderebbe ancor più insicuro e confuso il bambino. I genitori possono concretamente apprendere a coniugare libertà e disciplina facendo riferimento al paradigma di una profonda accettazione del diritto di ogni persona a seguire la propria tendenza formativa verso

l’autorealizzazione. Una educazione alla genitorialità che sappia anteporre il valore della persona a qualunque altro, che s’impegni a promuovere lo sviluppo del potenziale creativo dei figli, che incoraggi l’espressione immediata e sincera dei pensieri e dei sentimenti, che promuova l’ascolto empatico e che senta questo più importante dell’insegnare cosa è giusto e sbagliato, promuove una genitorialità efficace. Genitorialità che stima l’importanza dell’apprendimento dall’esperienza, che prende distanza sia dal sapere preconfezionato che dall’avere a detrimento dell’essere. Genitorialità che apprezza più l’onestà e la bontà rispetto il potere ed il successo ottenuto senza umanità.

Questo significa dar modo agli esseri umani di crescere in un terreno che si occupa e favorisce la salute fisica, mentale di soggetti che hanno sentimenti e che posti nelle migliori condizioni possono essere amabili, creativi, fiduciosi, simpatici e produttivi. Persone che possono stare sulle proprie gambe ed essere efficaci a loro volta nelle loro famiglie e nei luoghi di lavoro da loro scelti.

Da un punto di vista psichico, non esiste genitore senza figlio, né figlio senza genitore, e la genitorialità non può che essere definita come una relazione identitaria. Essa ha inizio con una adozione psichica a cui risponde una affiliazione psichica. In tale relazione ciascuna delle parti si definisce a partire dalla definizione che l'altro da di sé: io sono tuo figlio perché tu sei il mio genitore; io sono il tuo genitore perché tu sei mio figlio. Tale definizione è fondamentale per le due parti. E questo ci porta al concetto di identità che rappresenta l’aspetto fondante nella crescita dei figli, di cui sono artefici per la maggior parte proprio i genitori, e l’importanza del sentimento di appartenenza ed inclusione, essenziale sia per la coppia che per i figli. Inserire i figli al centro di un sistema simbolico di appartenenze reciproche, tramite la categoria della parentela ("sei mio figlio, nipote dei miei genitori, fratello degli altri miei figli, etc."), fonda la prima identità del bambino, offre una risposta solida al suo bisogno ontologico di dare un significato alla propria esistenza, risponde al suo bisogno implicito e fondamentale di una appartenenza indiscussa, assoluta e incondizionata.

Mi sembra importante inoltre una riflessione circa la speciale tenuta della relazione genitoriale rispetto ad altre forme d'amore, come la relazione di coppia. L'amore riflette sempre l'inclusione del legame con l'altro, del "noi", tra gli aspetti centrali dell'identità individuale, ma può farlo a partire da diverse alchimie relazionali. Nella coppia d'amore esiste una speciale "equazione" tra responsabilità verso l'altro e scelta dell'altro in funzione della propria felicità, che è completamente diversa per la genitorialità. Infatti, se l'adozione psichica del figlio può compiersi anche in funzione della propria felicità, essa fonda una relazione che non ha come obiettivo rendere felice l'adulto (come l'amore di coppia), quanto la ricerca della felicità del figlio stesso.

Genitori si diventa un po’ alla volta ed è un cammino emozionante, ma anche difficile, che ci mette a volte di fronte a disagi e sentimenti di insicurezza. Spesso i modelli ereditati non sono capaci di aiutare il genitore a sentirsi adeguato e competente di fronte alle difficili sfide e richieste della genitorialità tenendo conto delle aspettative della attuale società. Mancano le “istruzioni” aggiornate su come si fa e si potrebbe essere genitore efficace;

questo può creare paura e smarrimento. Tali sentimenti che spesso si traducono in irritazione, ansia, mancanza di concentrazione e lucidità, si riversano anche nelle diverse professioni che svolgiamo, producendo errori distrazioni, scarso rendimento e insoddisfazione diffusa.” 




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